Far entrare la luce
C. Tumaini imprime al caso affidato il
carattere › di unicitĂ : ogni caso ha una sua storia e un suo destino e richiede un progetto specifico, singolare, non ripetibile, riprodotto o riproducibile.
Condiviso l’obiettivo con il Cliente, sviluppa l’intero processo amministrativo e tecnico, predisponendo il progetto, coordinando le strutture di servizio ed svolgendo in prima persona anche attività manuali necessarie (prelievi, prove in campo, raccolta dati) e in condizioni ambientali disagevoli o rischiose.
I principi fondamentali della sua azione sono:
- sviluppare le condizioni di empatia con il Cliente/Assistito, ma anche con la controparte, sentire gli altri dentro di sé e sé dentro gli altri,
- documentarsi, raccontarsi e, in seguito, raccontare, la storia del sito con esattezza e leggerezza,
- entrare in sintonia con l’area, comprenderne il “respiro”, svelarne i segreti attraverso i particolari,
- porre questi elementi in
connessione ›, conformarli come prodotto di un’integrazione armonica, - schivare le trappole, mantenere i punti di forza, trasformare i punti di debolezza in opportunitĂ ,
- gestire le contraddizioni senza peraltro disdegnare il “colpo di mano” nelle situazioni di stallo.
Come libero professionista, considera naturale e apodittico riversare tutte le proprie capacitĂ ed abilitĂ nel servizio offerto, operando costantemente nella correzione dei propri limiti, ponderando adeguatamente le risorse necessarie alla risoluzione del caso, instaurando da subito un rapporto aperto e di reciproca
fiducia › con il Cliente, condizione che valuta imprescindibile alla risoluzione dei problemi in generale e di quelli ambientali in particolare.
Ricorre raramente alla delega delle mansioni di campo anche se secondarie e manuali; si avvale delle collaborazioni di colleghi specializzati in particolari interventi di elaborazione dei dati e di laboratori di analisi selezionati, sui quali opera un presidio costante.
Ha radicato un forte senso del mantenimento degli impegni, che pretende inflessibilmente anche dai propri collaboratori.
Il “migliore dei modi” è vissuto come esigenza continua.